Come si definisce una “Parrocchia”? La risposta dobbiamo cercarla in una definizione particolare presente nel Codice di Diritto Canonico. Niente paura, non è così terribile come può apparire. Troviamo scritto così:
“La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell’àmbito di una Chiesa particolare, la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore. (Can. 515 – §1)”.
Curioso, vero? Il punto più importante di una parrocchia è la comunità di fedeli. Questa comunità si stabilisce su alcuni presupposti: essere costituita in una Chiesa Particolare e affidata dal Vescovo ad un parroco. E se vogliamo questa comunità è pure piuttosto determinata e precisa. Per un motivo semplice: spesso viene definita da un territorio, ma pure talvolta diventa un luogo di adozione con la semplice e personale motivazione che “là mi trovo bene”. Se a questa motivazione aggiungiamo “là mi trovo bene a incontrare Gesù” abbiamo già fatto un bel passo avanti.
C’è pure un parroco. Ma cosa si dice di lui? Che riceve un affido di una cura pastorale. A voler leggere anche il testo a seguire (e vi invito a farlo) poi gli vengono definiti alcuni compiti. Ma un punto resta chiaro: ci vuole una comunità di fedeli. E ogni fedele è una persona. Anzi, un po’ di più perché tutti siamo chiamati a essere “Figli di Dio”. Un riassuntino veloce? Proviamo a rileggere così allora:
“La parrocchia [SS. Annunziata] è una determinata comunità di fedeli [siete voi, non guardatevi in giro] che viene costituita stabilmente nell’àmbito di una Chiesa particolare [Diocesi di Firenze], la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano [Vescovo Gherardo Gambelli], ad un parroco [sarei io che sto scrivendo] quale suo proprio pastore”.
fra Emanuele M. Cattarossi

![Comunità Parrocchiale [della SS. Annunziata]](https://www.annunziatafirenze.it/wp-content/uploads/2025/11/2016-04-04-18.03.35.jpg)
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